P40, così Borsani ha rivoluzionato la chaise longue

Design, comfort e ottimizzazione degli spazi prendono forma in un progetto destinato a segnare un’epoca nel mondo delle creazioni per ufficio…

P40. E’ uno dei capolavori firmati da Osvaldo Borsani per Tecno nonché una delle novità più interessanti appena arrivate nell’atelier di LTWID Vintage Domus che propone esemplari della prima serie, interamente restaurati con il tessuto originale della Tecno. Stiamo parlando della poltrona P40, creazione con la quale, a metà degli anni ‘50, il celebre architetto e designer ha rivoluzionato il concetto della classica chaise longue esaltandone le potenzialità attraverso un innovativo sistema d’inclinazione a ventaglio con diverse gradazioni che permetteva il massimo del comfort in uno spazio ridotto rispetto alle chaise longue tradizionali.

Come sempre, Borsani è riuscito a racchiudere stile e praticità semplificando quello che, apparentemente, era complesso. A livello tecnico, il “cuore” della poltrona P40 è nel piedistallo di acciaio che sostiene sedile e schienale così da permettere tutte le inclinazioni in modo agevole.

Gli ingombri e la rigidità rappresentava probabilmente il limite delle chaise longue che quindi diventavano delle poltrone relax non adatte a tutti gli ambienti ma solo a spazi particolarmente ampi. Questa la prima sfida che Borsani si è trovato di fronte quando, nel 1955 ha iniziato la progettazione della P40. La struttura d’acciaio verniciata nera delle P40 può essere registrata, in modo da il sofà può occupare 220 posizioni differenti.

Ma lui, uomo di poche parole e straordinario innovatore, ha saputo vincere questa e altre sfide.

Certo, erano anni in cui gli uffici venivano progettati e realizzati in spazi solitamente ampi, perché l’Italia stava vivendo il suo miracolo economico, ma come tutti i “grandi”, Borsani è stato un precursore ed è riuscito a “leggere” in anticipo una tendenza che avrebbe contraddistinto gli anni a venire con una progressiva ottimizzazione degli spazi executive. Non a caso Stefano Boeri, presentando la retrospettiva su Borsani alla Triennale di Milano dell’anno passato l’ha definito: “un genio che ha saputo anticipare alcune delle grandi questioni del design contemporaneo ponendole in una prospettiva molto avanzata”.

Nel suo progetto P40 prende forma una progressiva rielaborazione della “vecchia”  sedia a sdraio, rivista in chiave più moderna e pratica per trasformarla in una poltrona reclinabile perfetta per tutti gli ambienti di lavoro con un’altezza di poco inferiore al metro e una profondità di 80 cm circa. 

Della sedia a sdraio conserva la comodità, sia grazie allo schienale regolabile in altezza che attraverso il poggiapiedi. Ma le forme fluide di questa chaise longue la rendono un pezzo unico nel panorama delle creazioni di design per ufficio. La struttura è in solido acciaio mentre il rivestimento è disponibile in tessuto o in pelle.

Tuttavia, per comprendere ancora meglio l’esclusività di questo pezzo dobbiamo contestualizzarlo e fare un viaggio indietro di oltre 60 anni. E’ il 1955 e Borsani ha fondato da meno di due anni Tecno insieme al fratello Fulgenzio. L’anno precedente il suo divano D70 proposto nel corso della decima edizione della Triennale aveva avuto un grande successo. Ripetersi, immediatamente dopo, sembra difficile…

Le poltrone da riposo firmate fino ad allora dagli architetti del Movimento Moderno sono senz’altro splendide, ma peccano di funzionalità. Ed è qui che Borsani compie il suo capolavoro pensando ad un sistema di inclinazione di tutte le gradazioni per far stare comodo chiunque.

Difficile accontentare tutti? Con questa proposta l’architetto lombardo offre a chiunque la possibilità di stare comodo sulla P40. E lo riducendo l’ingombro. Insomma, di più e in meno spazio.

Il risultato è una poltrona relax ad elementi mobili, composta da un piedistallo di metallo che sostiene il sedile e lo schienale imperniati in modo da consentire tutte le inclinazioni, un elemento ribaltabile sotto il sedile che completa il piano di appoggio, un appoggia-piedi sfilabile di metallo

Insomma, questa poltrona non è solo un capolavoro di design e comfort ma uno degli oggetti che meglio riesce a trasmettere quello stile che ha permesso a questo architetto nato a Varedo nel 1911 di interpretare in maniera autonoma e del tutto originale uno dei percorsi più suggestivi della storia del design italiano nel mondo.

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