La prestigiosa casa del cedro di Giulio Minoletti

In via Fatebenefratelli, nel cuore dello storico quartiere di Brera di Milano, si erge un edificio che si sviluppa attorno a un albero, diventato fulcro e parte integrante del progetto. Stiamo parlando della Casa del Cedro di Giulio Minoletti.

 

Progettato degli architetti Minoletti, Chiodi e Martelli, commissionato dalla società Andrea e per la realizzazione di soluzioni abitative residenziali e uffici. L’edificio si sviluppa attorno a un antico albero, che non è concepito come ostacolo ma piuttosto come parte integrante del complesso edile, il cedro diventa quindi il fulcro del progetto. La mission è quella di preservare la vista e il suggestivo panorama della chiesa di San Marco sullo sfondo: qual è il risultato di questo ambizioso progetto degli anni ’50, quindi perfettamente inserito nel contesto di rinascita del dopoguerra?

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Elementi pittorici e costruttivi in perfetto equilibrio

La Casa del Cedro è un celebre edificio milanese che si distingue per l’impianto compositivo e il prestigio dei materiali impiegati; l’obiettivo principale del team di architetti che studia il piano edilizio è di conservare non solo la vista della basilica di San Marco, ma di rendere vivibile l’ingresso su via Cavour e sul campanile, attraverso un gioco di equilibri e di posizioni studiate nel dettaglio più minuzioso.

Un nuovo modo di concepire l’impianto urbanistico della città

Dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale ci troviamo davanti un modo inedito di gestire lo spazio con un focus più attento al verde urbano e al panorama storico-artistico delle città.

Per questo motivo, la Casa del Cedro si basa su un impianto leggermente arretrato che garantisca un triangolo confortevole di verde tra le mura e la strada. Anche il giardino è ribassato, attraverso dei giochi di equilibri e di proporzioni che elevano lo status symbol dell’edificio e il suo valore economico: è concepito per contenere appartamenti signorili e di lusso.

Scopriamo ancora di più nel dettaglio l’aspetto deluxe di un contesto abitativo celebre di Milano, e perché costa ancora un occhio della testa acquistare in questa famosa via del capoluogo lombardo.

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Rifiniture e rivestimenti prestigiosi

La Casa del Cedro di Giulio Minoletti, progettata e realizzata dal ’51 al ’59, è divisa in due complessi, uno residenziale e uno amministrativo.

Tra i rivestimenti di lusso possiamo citare il marmo rosa di Candoglia utilizzato nella parte degli appartamenti, impreziosito con granitello lucidato di Monforte.
Tutto il settore riservato agli uffici, invece, è rivestito di pietra di ceppo, declinata nella versione grigio gentile.
Oltre alla copertura piana e ai giardini pensili che ricordano le terrazze signorili degli open space contemporanei, il valore storico e artistico dell’immobile si rivela dal prestigio delle rifiniture all’interno degli appartamenti.

Il progetto del 1951 prevede soluzioni altamente innovative per l’epoca, come serramenti scorrevoli in alluminio e impianti centralizzati di riscaldamento e condizionamento, anche a soffitto, per contrastare la dispersione del calore e garantire un effetto omogeneo e uniforme.
All’interno degli appartamenti, le strutture sono realizzate in legno laccato e acciaio inox, progettate per accogliere gli elettrodomestici più innovativi e simbolo del boom economico del dopoguerra.

Una particolare attenzione viene rivolta all’ingresso del piano terra, trattato con marmo Lasa e noce laccato e lucidato a cera; il tutto è ulteriormente impreziosito dalla scenografica fontana e da decorazioni della pittrice Antonia Tomasini; anche la monumentale scala in legno dell’ingresso è opera dell’artista.

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La cura minuziosa della corrente razionalista in cui tutto ha uno scopo e una precisa collocazione

La celebre Casa del Cedro si fonda sui principi della corrente del razionalismo, in cui l’edificio è studiato e realizzato con un fine specifico, senza orpelli né un eccesso inutile di decorazione.

Ogni scelta ha una motivazione, come quella di diversificare i materiali costruttivi: gli appartamenti lussuosi del complesso residenziale si distinguono per elementi più raffinati e prestigiosi, mentre il settore degli uffici mantiene standard puliti ed essenziali, less is more, attraverso un blocco monolitico di pietra di ceppo, svuotato e alleggerito da vetrate a scorrimento.
Un percorso sospeso mette in comunicazione i due immobili; al piano terra, invece, l’edificio viene ingentilito da un giardino, con tanto di vasca d’acqua e di scenografica veduta su un Titano sommerso.