La casa d’aste Christie’s incontra la Crypto Art

Il fenomeno della Crypto Art sta investendo come un uragano il mondo dell’arte, tant’è che il gigante della nota casa d’asta Christie’s, comprendendone il potenziale, introduce i NFT segnando l’inizio di una nuova era.

 

Da sempre l’Arte è espressione della propria epoca e anticipa i tempi, in base alle trasformazioni e al tessuto socio-economico. Soprattutto nell’arte contemporanea, quando si parla di performance, happening o installazione, non ci si riferisce solamente all’impeto creativo, ma ai metodi espressivi più rapidi ed efficaci per arrivare direttamente allo spettatore: in un mondo che si basa sui pixel e sui Giga, il mercato dell’arte si è aperto ai Not Fungible Token, cioè a una sorta di carta di identità digitale che verifica e accerta il valore e l’autenticità del bene artistico.
Il fenomeno della Crypto Art sta investendo come un uragano il mondo dell’arte, tant’è che il gigante della nota casa d’asta Christie’s ha già introdotto i NFT con la recente Everydays -The First 5000 Days, l’opera d’arte del net artist Beeple, all’anagrafe Mike Winkelmann.

Credit by Beeple 

La casa d’aste Christie’s debutta nella Crypto Art

Ma cosa si intende con il termine Crypto Art?

L’arte digitale si è diffusa a macchia d’olio come espressione artistica multimediale, versatile e accessibile a un grande numero di persone, grazie alla facilità di rappresentazione e di duplicazione.

Dai primi videomaker e alle installazioni digitali, la Digital Art si trasforma in Crypto Art con l’introduzione della tecnologia blockchain; prima dei NFT, però, era molto difficile stimare l’opera e si relegava la crypto art a una categoria puramente tecnologica per appassionati di videogames e bitcoin.

Oggi assistiamo a una vera rivoluzione del fenomeno digitale: per la prima volta un’opera di Crypto Art entra da Christie’s e il martello batte quasi 70 milioni di dollari, consacrando l’autore Beeple tra i più influenti (e ricchi) subito dopo Jeef Koons e David Hockney.

Credit by Beeple

The First 5.000 Days vale 69,3 milioni di dollari

Questo è il titolo dell’opera totalmente digitale del net artist Beeple, illustratore classe 1982 del Wisconsin, conosciuto sul web per aver collezionato milioni di follower sui social network, grazie a progetti marketing per pop star come Justin Bieber e Kate Perry, oltre che per brand multinazionali come Nike e Louis Witton.

L’opera è una gallery ininterrotta di 5.000 immagini raccolte dal 2007 al 2021 che ritraggono icone dei nostri tempi, con giustapposizioni surreali tra Donald Trump, Mao Tse Tung, Topolino e i Pokemon: si tratta di un collage esemplificativo della nostra società, un “blob” che incorpora personaggi storici, politici e fantastici del nostro immaginario.

Per la prima volta nella storia, da Christie’s si batte un’opera d’arte senza componente fisica e si assiste anche a un altro grandissimo primato: dopo 2 secoli e mezzo di storia, la crypto valuta Etherum è accettata nei blasonati salotti della celebre casa d’aste, con puntate che sfiorano i 70 milioni di dollari.

Quello che sorprende ancora di più è la parabola ascendente che interessa il collage visionario di Beeple, attraverso un climax che coinvolge decine di appassionati di Crypto e Digital Art in tutto il mondo.

Partendo da un minimo di soli 100 dollari, The First 5.000 Days vede impennare alle stelle le quotazioni grazie a una trentina di giovani collezionisti (quasi tutti millenials e al 90% neofiti al mondo di Christie’s) che fa spiccare le offerte da 15 milioni di dollari ai quasi 70 milioni di dollari della finalissima.

È il record per un’opera d’arte di Beeple: solo la scorsa settimana, un suo video di 10 secondi è stato pagato oltre 6,6 milioni di dollari.

Credit by Beeple 

Qualche pillola su Beeple

Mike Winkelmann, alias Beeple, è uno degli iniziatori della corrente d’avanguardia Everyday: un mood, anzi potremmo considerarlo un flash moob digitale della grafica 3D in cui vengono postate immagini sul web con cadenza quotidiana, riguardo una determinata tematica, senza saltare nemmeno un appuntamento.

Si tratta di un trend molto in voga sui social media, come Tik Tok e i video di 16 secondi; il focus è quello di documentare giorno per giorno un cambiamento, con fare analitico ma allo stesso tempo espressivo, toccando un ampio raggio di registri, dall’operazione di rinoplastica, alla dieta dimagrante, fino al restyling di un bagno o di una cucina.

Dalla semplice concatenazione di immagini e di avvenimenti, The First 5.000 Days raggiunge la sua valenza artistica e un significato più profondo, grazie all’accostamento solo apparentemente casuale dei fenomeni che attualmente tirano le redini del nostro pianeta.

Con questa opera l’artista si mette a nudo di fronte alle paure e alle ossessioni dell’uomo davanti alla tecnologia: non si tratta più del disagio del singolo individuo, ma della collettività e di un’analisi oceanica sulle condizioni mentali e psichiche umane rispetto alla frenesia galoppante del cybernetico.

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