Ico Parisi, l’Ico(na) del design italiano

Geniale, provocatorio e dedito ad una continua sperimentazione. Ecco perché Ico Parisi è stato uno dei designer italiani più importanti del secolo scorso

È il 23 settembre del 1916, l’Italia è in guerra ormai da due anni e Einstein ha appena pubblicato qualcosa che sarà destinato a cambiare per sempre il mondo come lo conosciamo: la teoria della relatività. 

“Giocando” con la sua matita e i numeri, il fisico e matematico tedesco scopre che una brevissima equazione: e=mc2 avrebbe

Quello stesso giorno, a Palermo, nasce un bimbo di nome Domenico. Anche lui sarà considerato a suo modo un genio. E anche lui imparerà molto presto a giocare con una matita, solo che la userà per disegnare pezzi unici.

Figlio di genitori siciliani, Ico nasce nella sua Sicilia quasi per caso. I genitori infatti vivono in Piemonte. E, quando lui ha 9 anni (è il 1925) lsi trasferisce a Como dove Ico, nel 1936, si diploma perito edile e svolge un periodo di apprendistato presso lo studio Terragni. 

Un buon posto di lavoro e la prospettiva di una buona carriera all’orizzonte. Ma a lui non basta.

Qui ha l’occasione di conoscere e frequentare personalità dell’architettura e dell’arte comasche quali Cattaneo, Lingeri, Radice, Rho, Persico e Sartoris. Si appassiona di cinema e di fotografia ma la guerra gli impedisce di proseguire il proprio lavoro e coltivare le sue passioni.

Per fortuna, una volta congedato dal fronte nel 1943 torna a Como e riprende l’attività progettuale, occupandosi prevalentemente della realizzazione di singoli arredi, di allestimenti espositivi e di architetture d’interni. Lo fa insieme a Luisa Aiani. Non solo una sua collaboratrice ma la donna che sposerà e diventerà sua moglie pochi anni più tardi nel 1947.

Ico inizia a studiare da vicino gli elementi d’arredo e, insieme a Luisa, decidedi aprire uno studio tutto proprio: La Ruota. Ben presto, quello che nasce come uno studio di progettazione diventa un “tempio” di arte, di esposizione e di cultura.

Per Ico Parisi è l’inizio di un nuovo capitolo: a partire dai primi anni ‘50 la sua attività diviene sempre più prolifica sia in ambito architettonico che di design. Disegna arredi, prima in pezzo unico con artigiani brianzoli e, in seguito per la produzione industriale, con aziende come Cassina e numerosi oggetti di arte decorativa quali ceramiche e vetri.

Con i suoi mobili è tra i protagonisti assoluti del 34˚ Salon des Artistes Décorateurs di Parigi, nel 1948, e della storica Mostra dell’arredamento da Fede Cheti, a Milano, nel 1949. Realizza inoltre gli arredi per la Libreria dello Stato di Milano e gli allestimenti per la Mostra del Giornalismo, Milano 1948, e per la I Fiera di Bergamo due anni più tardi nel 1950.

In questo periodo progetta anche le prime architetture, che culminano con il Padiglione Soggiorno per la X Triennale milanese, 1954, e con la Casa per vacanze per la mostra “Colori e forme nella casa d’oggi”, Como 1957.

Un’attività all’insegna della sperimentazione continua, della ricerca. Un lavoro che, inevitabilmente, viene contaminato da incontri importanti come quello con  Bruno Munari e Lucio Fontana che collaborano con lui alla progettazione di mobili per alcune tra le più prestigiose aziende di oggetti di design come MIM e Cassina.

Specchi, mobili, poltrone, tavoli, sedie, lampade: la sua produzione spazia un po’ ovunque e le forme di Parisi, anche quelle più pulite e apparentemente semplici non sono mai scontate.

Proprio come questo tavolo da pranzo per Fratelli Rizzi Intimiano. Un pezzo unico del 1949 certificato dall’archivio Parisi.

Le sue linee delicate sono esaltate dalle venature del legno. Il suo piano d’appoggio circolare è caratterizzato da una trama che dona alternanza delle venature del legno. 

Come tutti i grandi, Parisi era un personaggio che divideva. Chi ne riconosceva subito la genialità e chi faticava a comprendere e accettare il suo essere provocatore, la sua ricerca continua della novità, dell’avanguardia.

Pensiamo solo a quando presentò “Oltre il sacco”, un labirinto di spazzatura che anticipava di anni le criticità legate al tema ambientale che oggi sono all’ordine del giorno del dibattito politico e cultutrale oltre che ecologico

Per Roberta Lietti, autrice de: Ico Parisi Design- Catalogo Ragionato 1936–1960: “è stato un personaggio multiforme, un uomo rinascimentale come si definiva lui. Era stato un creativo a 360 gradi e un personaggio fondamentale per tutto il periodo che va dagli anni ‘50 agli anni ‘80”.

Di lui, il critico d’arte Flaminio Gualdoni ha scritto: “una delle figure cruciali dell’architettura italiana […] personalità polivalente e sin dall’inizio curiosa di ogni sperimentazione”.