#Designd’autore. L’esperto risponde: I “segreti” del commercio di design da collezione

#Designd’autore. Inauguriamo la nuova rubrica settimanale “l’esperto risponde” nella quale discuteremo naturalmente di arte, design da collezione ma non solo… Uno spazio aperto tra dialogo e confronto con il nostro Esperto.

D. Da quanti anni ti occupi di arredamento vintage, modernariato e arti decorative?

R. “Ormai sono 30 anni, non li conto più. Ma è un lavoro che amo tantissimo quindi continuo a divertirmi come all’inizio, anche di più…”.

D. Com’era fare questo lavoro 30 anni fa

R. “Era molto diverso. Per prima cosa si aveva una disponibilità di merce molto superiore, anche di grande livello. E’ paradossale ma c’era pochissima concorrenza nulla ma si vendeva molto meno rispetto ad oggi e a prezzi sicuramente inferiori”.

D: Come te lo spieghi?

R: Mancava la richiesta … semplicemente non era di moda. I commercianti ed i collezionisti erano pochi ma lungimiranti. Mi sono capitati tra le mani pezzi incredibili che adesso varrebbero una fortuna! Il mercato era molto più di nicchia e non c’era ancora la voglia e la tendenza di arredare le case con questi articoli”.

D. E oggi come la vede la situazione?

“Oggi cambia tutto in fretta. Ma c’è ancora molta richiesta, soprattutto da parte di interiors Designer stranieri che scelgono di arredare le case dei loro clienti con chicche di design storico. Altro discorso invece per le cose molte importanti dove c’è una grandissima richiesta ma una grande difficoltà nel reperirla. Nel Sottobosco c’è una e vera propria caccia al pezzo raro da parte di un infinita’ di persone Commercianti di professione ma anche persone che lo fanno come hobby o secondo lavoro”.

D. Quali sono i canali migliori per vendere gli oggetti più importanti

R. I canali sono diversi. Sicuramente oggi le aste internazionali ma anche locali sono una modalità popolare e percorribile da tutti. Voglio dire che se si ha un pezzo importante basterà un email con foto per ricevere una stima dalla casa d’aste che cercherà di mettere in gara i vari acquirenti per realizzare il prezzo maggiore”.

“Ma attenzione perché questa opzione ha sicuramente tanti vantaggi ma anche qualche svantaggio”..

D. Cosa intendi?

R. Diciamo che un oggetto messo in asta crea un precedente che definisce un prezzo in linea di massima prezzo su cui altri addetti ai lavori faranno affidamento. Quindi, se ci trovassimo davanti nuovamente allo stesso oggetto per acquistarlo, la richiesta sarebbe maggiore in virtù del risultato d’asta (se alto). Inoltre l’asta è una questione di momenti e di situazioni favorevoli o sfavorevoli che si vengono a creare può andare molto bene ma anche molto male

D. E’ quindi un po’ come giocare al casinò? Non si possono proprio fare previsioni?

R. “Beh, non proprio come il casinò. Certo che il mercato delle aste, come detto prima, è imprevedibile nel bene e nel male”.

D. Che altre possibilità di vendita ci sono oltre alla casa d’ aste

R. “Molteplici .. più riservate che si possono fare attraverso professionisti del settore in possesso di un importante pacchetto clienti. Il compito del professionista in questo caso è quello di intercedere con il cliente finale cercando di realizzare il massimo con una percentuale da stabilirsi preventivamente. Oppure ci si può affidare ad una galleria ben consolidata per la mediazione o direttamente per la vendita. Prima però il mio consiglio è quello di affidarsi ad un professionista per una stima reale”.

D. Visto i grandi risultati che alcuni pezzi di Design hanno ottenuto nelle aste ultimante, consiglieresti di investire nel design da collezione?

R. Si, senza dubbio. Ma con qualche paletto…”.

D: Vale a dire?

“Prima di tutto bisogna capire che budget abbiamo a disposizione per l’investimento. Se abbiamo un budget elevato andrei su pezzi molto importanti di certa attribuzione, anche se la provenienza non sempre è’ possibile per quanto riguarda il design storico”.

D: E se il budget è più ridotto?

“Se abbiamo invece un budget medio cercherei di comprare cose che oggi sono a prezzi interessanti, ma con una prospettiva di futura crescita … Oggi ci sono molti designer e molti periodi storici non del tutto capiti, ma che sicuramente, in futuro, verranno apprezzati e quindi rivalutati. Scommetterei su questi”.

D: Si può fare un investimento anche con un piccolo budget a disposizione?

“Sì. Se invece abbiamo un piccolo budget o piccolissimo e dobbiamo realizzare in fretta la plusvalenza del nostro investimento dobbiamo cercare di lavorare molto sulla ricerca. Questo significa non comprare in asta, dove generalmente i prezzi sono più alti e c’è più gara quindi i prezzi potrebbero alzarsi anche se con partenze basse”.

D: E come si scovano i pezzi di valore con budget esigui?

“Niente segreti né formule magiche. Bisogna viaggiare molto, macinare chilometri per visitare i più disparati, dai mercatini dei commercianti ai rigattieri fino a chi si occupa degli sgomberi. Bisogna stare con gli occhi aperti e le orecchie aguzze e non appena si trova un annuncio potenzialmente interessante online bisogna fiondarsi sul posto per primi per completare l’acquisto. Il bello di questo lavoro che si può fare con qualsiasi capitale, anche nullo o quasi. Potrei raccontare molte storie di grandi commercianti che hanno cominciato così…”.

D: Ma come si fa a riconoscere un pezzo che ha valore da uno che non ne vale? E ancora: perché asseriva che non sempre è’ facile conoscere la provenienza di un oggetto?

R. “Partiamo da come riconoscere un pezzo ed il suo valore, anche se ci vorrebbe un capitolo intero per spiegarlo in modo esaustivo… Cercherò di essere breve.

Prima di tutto bisogna studiare. Ci sono migliaia di libri di designer del passato con foto e descrizioni, inoltre possiamo trovare online molte informazioni e foto. Pensiamo solo al patrimonio che rappresentano l’archivio di Domus digitale, quello di AD o sito dei beni culturali. Ci vuole una buona memoria fotografica perché può essere di grande aiuto ma non è determinante. L’esperienza sul campo fa la differenza: toccare un oggetto, capire come è stato costruito e osservare i vari particolari che possono determinare un’attribuzione ad un designer piuttosto che ad un altro. Diciamo che il dealer perfetto studia molto e fa molta esperienza sul campo. Una cosa senza l’altra rende un commerciante incompleto…”

D: E per quanto riguarda la provenienza di un oggetto?

R: “Determinare la provenienza è molto difficile poiché nella maggior parte dei casi si tratta di oggetti che in passato non erano apprezzati dalla stragrande maggioranza delle persone, quindi venivano buttati o regalati ad altre persone che a loro volta facevano lo stesso. A parte alcune e ristrette produzioni o realizzazioni, diventa veramente difficile la ricostruzione dei vari passaggi. Posso aggiungere una cosa?”.

D: Prego…?

R: “Dal dopoguerra fino alla fine degli anni 80 c’è stata una produzione massiccia di prodotti di design molto interessanti, ma in Italia fino all’esplosione della moda mondiale erano in pochi ad apprezzare e credere in questo settore”.

D.Consiglieresti ad un giovane di intraprendere questa carriera lavorativa?

R. “Io Sicuramente sì. Perché sono innamorato di questo lavoro. Anche io sono partito senza niente e, come molti altri ho studiato molto e continuo a farlo giornalmente. Ho fatto molte esperienze anche negative e ancora me ne capitano ogni tanto, però ho avuto tantissime soddisfazioni lavorative e personali che sicuramente mi hanno ripagato di ogni sforzo. Inoltre credo che questo lavoro sia molto interessante perché ci porta a viaggiare, conoscere molte persone. Ti da quella sensazione adrenalinica della scoperta che è impagabile. Certo, è un lavoro impegnativo e rischioso che però ti permette anche di gestirti il tuo tempo. Se si inizia seriamente e ci si dedica completante, approfittando di tutti i materiali a disposizione, da quelli cartacei a quelli multimediali si possono raggiungere grandi obiettivi!”.

Consiglio di restare sempre con i piedi per terra e mentalizzarsi che non si diventerà mai abbastanza esperti perché in questo lavoro non si finisce mai di imparare e soprattutto di studiare il design storico e da collezione e’ un mondo vastissimo non si ferma all Italia ed ai nostri designer ma e’ globale… Le mode ed i desideri dei clienti cambiano in continuazione.

Sempre rimanere aggiornati capire le tendenze e parola d’ ordine: studio !!

D. Mi ha fatto venire voglia di fare questo lavoro lo sa?

R. Hahahaha lo spero !

D. Lei pensa che questa moda durerà ancora tanto ?

R. Penso propio di sì e le spiego brevemente perché.

1. Le cose d’ oggi non sono quelle di ieri. Gli arredi di Design ci calzano a pennello, e quelli di Design storico o da collezione danno quel tocco in più che ci distingue. Emozioni che il design contemporaneo ancora fatica a trasmettere.

Inoltre solo a New York ci sono circa 24.000 interiors designer che visto la loro età media e contesto in cui sono cresciuti difficilmente proporranno ai loro clienti qualcosa di diverso per dare un tocco

speciale alle loro case. Pensate quanto sono nel mondo gli interiors designer, mestiere che anche in Italia finalmente sta prendendo piede soprattutto a Milano.

2.Punto secondo ci sono centinaia di migliaia di gallerie che trattano il Vintage Design.

A volte non ci rendiamo bene conto che giro d’ affari c’è dietro… immenso… gallerie che continuamente investono in ricerca, in mostre e in pubblicità.  Credo questa tendenza cambierà faccia tante volte ma non passerà di moda almeno per i prossimi 100 anni.

Ormai un pezzo di design di un certo tipo e’ Uno status rappresenta qualcosa, definisce ed impreziosisce !

D. Bene siamo giunti alla conclusione di questa breve ma intensa chiacchierata

La ringrazio per il suo tempo

Vuole aggiungere qualcosa ?

R. Si .! Comprate il Design storico e quello da collezione ! Comprate tutto il novecento che potete poiché un secolo come quello scorso difficilmente si ripeterà…

Tutto il resto sarà ispirazione!!!

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